Buoni pasto: come unire i bisogni di imprese e lavoratori

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Buoni pasto: come unire i bisogni di imprese e lavoratori

buoni pastoI Buoni pasto di nuovo in prima pagina: è notizia di qualche mese fa che la genovese Qui! Group, che fornisce i buoni sostitutivi delle mense aziendali ad una bella fetta della pubblica amministrazione italiana, non versa un euro agli esercenti. E in tanti ora hanno smesso di accettarli, con grandi problemi per i lavoratori.

E’ i risultato di una guerra al ribasso, ben descritta nell’articolo linkato, e di una inevitabile deriva che questa pratica genera, una volta appaltata a privati e senza trasparenza dei dati di cassa per la conversione buoni pasto/euro.

Adesso leggiamo che “Debiti con le banche per circa 150 milioni, lo stop imposto da Consip ai ticket restaurant della Qui!Group di Gregorio Fogliani, molto diffusi soprattutto tra i dipendenti pubblici, e un’inchiesta aperta dalla Procura di Genova che sulla società indaga già da mesi. Quella che era partita come una verifica fiscale ha portato a scoprire una marea di decreti ingiuntivi da parte dei creditori. ” . Qui l’articolo completo, ma sul web è possibile trovarne molti altri sulla notizia.

Agli imprenditori che accettano i Buoni pasto che incontriamo facciamo sempre presente che, partecipando i sistemi di scambio comunitario, certi problemi non si possono presentare, controllando essi stessi la consistenza di cassa ed i costi di gestione. Altro non c’è da aggiungere…