La pubblicità di Amazon ci bombarda, da ogni media, che qualunque cosa si stia facendo è sempre il momento di andare sul suo ecommerce e rimanere stupito: “uh…che buon prezzo“.

Nel mese di ottobre 2020 abbiamo appreso l’importo delle tasse pagate in Italia dai giganti web: Amazon 11 milioni di euro, Google 5,7 milioni, Facebook 2,3 mln, Netflix 6 mila euro. Inoltre, come leggiamo in questo articolo

Multinazionali e fisco, i report su profitti e tasse pagate in ogni Paese? Segreti. In Ue 4 anni di discussioni ma nulla di fatto sulla trasparenza. Nel 2016 è stata adottata la direttiva sulla rendicontazione delle informazioni fiscali, ma con paletti tali da escludere l’85-90% dei grandi gruppi e lasciar fuori dati importanti come i sussidi pubblici ricevuti. In più i documenti non sono pubblici, come chiesto più volte dal Parlamento Ue: lo scorso novembre 12 Paesi tra cui Irlanda e Lussemburgo hanno votato contro nel Consiglio Competitività. Restano la strada della volontarietà o decisioni a livello di singolo Stato

Il fatto è noto, non stupisce quindi che le grandi multinazionali, con la finanza alle spalle (Tre fondi, BlackRock, Vanguard e SSGA controllano tutte le corporation USA) abbiano invaso le nostre case, le nostre vite. Per farlo prima devono aver invaso la nostra mente, addormentato il senso critico.

La tecnologia e la finanza però possono essere sviluppate e usate anche da persone che, consapevoli di quanto sopra, vogliano ritornare ad una economia di relazione e partecipazione, che possa aiutare a non soccombere allo strapotere del modello competitivo.